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CCSVI, Sclerosi Multipla e malattie neurodegenerative

Boston

CCSVI E SCLEROSI MULTIPLA

La CCSVI è una condizione caratterizzata da un compromesso drenaggio venoso del cervello e del midollo spinale, risultato di un’ostruzione del flusso sanguigno nel sistema venoso extracranico causato da stenosi o ostruzioni delle vene giugulari e/o della vena azygos1 La CCSVI si configura con una serie di malformazioni vascolari congenite che provocano una rallentata circolazione del sangue dal cervello e midollo spinale verso il cuore con conseguenti depositi infiammatori di ferro e tossine nei tessuti cerebrali2. La CCSVI in Italia non è ancora riconosciuta nonostante, dal 2013, l’International Union of Phlebology (la più vasta organizzazione scientifica che si occupa di patologie venose) l’abbia inserita tra le malformazioni venose congenite di tipo trunculare (ovvero fra quelle che si sviluppano fra il 3° ed il 5° mese di vita intrauterina)3.

La CCSVI, secondo diversi studi, è stata riscontrata in soggetti portatori anche di malattie neurodegenerative quali la Sclerosi Multipla grave malattia infiammatoria demielinizzante del sistema nervoso centrale4. I sintomi della Sclerosi Multipla variano in funzione dalle aree del sistema nervoso colpite e possono includere: disturbi della vista, della coordinazione, forza e movimento, della sensibilità sensoriale, del linguaggio, del controllo della vescica, della sessualità, delle funzioni cognitive. Il decorso della malattia è soggettivo e a volte sfocia in una continua progressione che può portare alla disabilità totale. Le cause della Sclerosi Multipla non sono ancora note e le attuali terapie non sono risolutive ma incidono solo nel limitarla5. La Sclerosi Multipla è la principale causa non traumatica di disabilità nei giovani, poichè si manifesta più frequentemente tra i 20 e i 40 anni. Sono circa 60mila i malati in Italia, in media uno ogni mille abitanti6.

DIAGNOSI E TERAPIA PER LA CCSVI

La CCSVI si diagnostica tramite indagine EcoColorDoppler (ECD) o tramite flebografia. Linee guida internazionali propongono anche altri metodi diagnostici che integrano i primi1,7. La CCSVI può essere curata mediante un intervento chirurgico di angioplastica dilatativa della vena (PTA)8 o con intervento chirurgico in aperto. Studi preliminari hanno mostrato miglioramenti delle condizione di salute dei pazienti che si sono sottoposti a trattamenti delle malformazioni venose9. In Italia, il Ministero della Salute10 non riconosce ancora la CCSVI come patologia e raccomanda che nei pazienti con Sclerosi Multipla tale intervento sia fatto solo all’interno di studi clinici approvati. La posizione del Ministero ha avuto come effetto pratico la proliferazione di centri privati che erogano il trattamento della CCSVI a cifre elevate, mentre pochissime, e oberate da lunghe liste di attesa, sono le realtà pubbliche che offrono questa cura. In opposizione e a superamento di questa paradossale situazione, nella convinzione che la terapia della CCSVI costituisca una concreta speranza per i malati di Sclerosi Multipla e di altre malattie neurodegenerative l’Associazione opera da anni nell’avanzare proposte concrete a istituzioni e centri di ricerca.

 

FONTI

1) Zivadinov R., et al. ,”Recommendations for Multimodal Noninvasive and Invasive Screening for Detection of Extracranial Venous Abnormalities Indicative of Chronic Cerebrospinal Venous Insufficiency: A Position Statement of the International Society for Neurovascular Disease”, J Vasc Interv Radiol. 2014 Sep 22. pii: S1051- 0443 (14) 00746-5. doi: 10.1016/j.jvir.2014.07.024

2) Zamboni P., “The big idea: iron-dependent inflammation in venous disease and proposed parallels in multiple sclerosis”, J R Soc Med. 2006 Nov; 99(11): 589-93.

3) e 7) Lee BB., et al., “Diagnosis and Treatment of Venous Malformations Consensus Document of the International Union of Phlebology (IUP): updated 2013”, Int Angiol. 2014 Feb 25.

4) Zamboni P., et al “Chronic cerebrospinal venous insufficiency in patients with multiple sclerosis”. J Neurol Neurosurg Psychiatry. 2009 Apr; 80(4): 392-9;
Zwischenberger BA, Beasley MM, Davenport DL, Xenos ES. “Meta-analysis of the correlation between chronic cerebrospinal venous insufficiency and multiple sclerosis”. Vasc Endovascular Surg. 2013 Nov; 47(8): 620-4.

5) Compston A., Coles A., “Multiple sclerosis”, The Lancet, Volume 359, Issue 9313, Pages 1221 - 1231, 6 April 2002 doi:10.1016/S0140-6736(02)08220-X

6) Pagina del Ministero della Salute visitata in data 11/11/2014, URL: http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=177&area=Malattie_del_sistema_nervoso.

8) Zamboni P., et al “Screening for chronic cerebrospinal venous insufficiency (CCSVI) using ultrasound--recommendations for a protocol”. Int Angiol. 2011 Dec; 30(6): 571-97.
Menegatti E., et al “The reproducibility of colour Doppler in chronic cerebrospinal enous insufficiency associated with multiple sclerosis”. Int Angiol. 2010 Apr; 29(2):121.

9) Beelen R., “Evolution in quality of life and epidemiological impact after endovascular treatment of chronic cerebro-spinal venous insufficiency in patients with multiple sclerosis”. Phlebology 2012 Mar.
Salvi F. et al. , “Venous angioplasty in multiple sclerosis: neurological outcome at two years in a cohort of relapsing-remitting patients” - Functional Neurology, 2012 Jan-Mar.
Hubbard D., et al. ,“Clinical improvement after extracranial venoplasty in multiple sclerosis”. J Vasc Interv Radiol. 2012 Oct; 23(10): 1302-8.
Denislic M., et al. - “Disability caused by multiple sclerosis is associated with the number of extra cranial venous stenoses: possible improvement by venous angioplasty. Results of a prospective study”. - Phlebology 2012 Nov.
Zamboni P. et al., “A prospective open-label study of endovascular treatment of chronic cerebrospinal venous insufficiency” - Jour of Vasculary Surgery 2009 Dec.

10) Circolari Ministero della Salute del 27 ottobre 2010 e del 4 marzo 2011.

 

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